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Il selvaggio del Lagorai

Copertina del Libro

“Sono un selvaggio. L’ho sempre saputo. Fin da ragazzo amavo più la compagnia della natura che quella umana. Scrutavo ogni cosa, conoscevo ogni pianta, ogni segno di vita era per me oggetto d’interesse. Mi piaceva da morire la campagna: era la mia vera casa. E intanto puntavo lo sguardo sul profilo delle montagne che esercitavano su di me un’irresistibile attrazione, ma che a quel tempo non potevo raggiungere. Molto dopo arrivò quel magico momento e da allora le montagne sono diventate parte della mia vita.”

Inizia così questo libro di memorie ed esperienze, che parla di natura, di ambiente da vivere e da rispettare perché noi ne siamo parte e la natura è un dono da conservare.
Nel suo raccontare, il libro alterna realtà e fantasia, sogni e visioni, non trascurando di descrivere dettagliatamente alcune escursioni dolomitiche e viaggi en plein-air. Ogni sagoma rocciosa, ogni anfratto, ogni fiore, ogni passo, ogni incontro fantastico (con il cervo Pascolino, il fiume Chiacchierino, l’orso Miele, la marmotta Timidina, l’albero Frondoso, Path l’ominide) ricorda a Nick il suo passato, proiettando riflessioni che tendono a migliorare il futuro e la vivibilità sul suo trascurato pianeta.

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Piva

pivaI Piva emergono fin dall’Ottocento in Padernello, frazione di Paese (Treviso-Italia), con il soprannome “Cavarèri”, ossia allevatori di capre. Ciò potrebbe confermare una tradizione che risale al capostipite, pastore e suonatore di piva. I primi “Cavarèri” s’insediarono in Padernello nel 1874. Alcuni giunsero da Trevignano di Campagna e da Fossalunga, altri da Maser e da Zero Branco. Da Trevignano arrivarono le coppie Mosè e Caterina Marchi, Fioravante e Francesca Cavallin (Cioni”), Perfetto e Maria Pavan. Da Fossalunga, passando per Pezzan di Campagna, si aggregarono Marino e Natalina Tonin, Antonio e Giuseppina Annunziata del Pio Luogo degli Esposti di Treviso. Da Maser scesero Pietro e Romana Polloni, quindi Innocente e Teresa Pellizzari. Da Zero Branco, Filippo e Rosa Zorzi. Tutti s’insediarono in Padernello nei primi anni Settanta del XIX secolo. Da questi derivarono altri nuclei che si propagarono nei dintorni fondendosi con altre famiglie. Balza tuttavia all’occhio la relazione privilegiata con i Cavallin, e i Vendrame di Padernello e di Melma (Silea), ma anche con i Marchi di Trevignano e i De Marchi (“Tési”) di Paese. Prendiamo ad esempio il ceppo di Fioravante Piva e Francesca Cavallin, il cui figlio Angelo Ferdinando (1873) si coniugò con due Cavallin: in prime nozze con Agata (1875) e, rimasto vedovo, ne sposò la sorella Vincenza Giovanna (1880). Ancor più stretto appare il legame con i Vendrame: Anna (1888), figlia di Andrea e Maria Cavallin, si coniugò con Pietro Vendrame (1882); Agnese (1898), figlia di Arcangelo e Maria Minato, si congiunse a Giovanni Vendrame da Melma, figlio di Pasquale e Anna Piva, questa era figlia di Perfetto Piva e Maria Pavan. Augusto (1899), il fratello di Agnese, convolò a nozze nel 1925 con Fiorina Vendrame, mentre la sorella Catterina (1903) si maritò con Fiorino Vendrame (1904), fratello di Fiorina. Nella generazione che seguì si svilupparono altri nuclei Piva: è il caso di quello di Celeste e Apollonia Pan (1872-1915), la cui figlia Agata (1886) andò sposa ad Angelo Poratto (“Santin”, 1893), figlio di Antonio e Candida De Marchi (“Tési”) da Paese. In precedenza c’era stato un altro Celeste Piva, marito di Catterina Piva, forse imparentati. Ciò si deduce dall’atto di matrimonio che segue: “Padernello, 23 Ottobre 1875. Piva Maria dei f.f. Celeste e Catterina Piva, nata a Trevignano di Campagna il 4 febbraio 1837, da un anno domiciliata a Padernello, cattolica, villica, nubile, si è unita in S. Matrimonio con Vendramino Casanova dei f.f. Giovanni e Catterina Tommasetto, nato a S. Gregorio di Feltre l’11 Giugno 1829, domiciliò molti mesi a Mestre, ora domiciliato a Trivignano di Campagna, cattolico, villico, celibe”. Come s’intuisce è pressoché impossibile ripercorrere tutte le diramazioni di queste famiglie. È tuttavia consolidato che i Piva, provenendo da Maser si fermarono dapprima a Trevignano per poi radicarsi in Padernello. Pure da quelle parti proveniva un’altro ceppo, come emerge dall’atto di matrimonio rinvenuto nell’archivio parrocchiale di Paese: “23 Novembre 1892. Piva Paolo, di Pietro e Polloni Romana, nato a Maser il 31 Marzo 1875 e da quattro anni domiciliato a Padernello, s’accompagnò in S. Matrimonio con Candida De Marchi (“Tési”), di Giobatta e di Giovanna Bresolin, nata qui il 12 Novembre 1869 e qui sempre domiciliata”. Nell’Aprile 1887, a Padernello, si sposavano Marino Piva, figlio di Antonio e Natalina Tonin, nato a Fossalunga il 20 Maggio 1844, e nell’età d’anni 34 trasferito a Pezzan di Campagna, ove al presente dimora, vedovo di Marca Regina morta il 12 Dicembre 1885, cattolico, villico, con Modesto Giuseppina Annunziata del Pio Luogo degli Esposti di Treviso, nata il 22 Aprile 1866, e il 7 Maggio dell’anno scorso fu accolta presso Luigia moglie di Corrente Gio. Batta di S. Giuseppe, e di anni 16 trasferita in Padernello, ove al presente domicilia, cattolica, villica”. Questi coniugi andarono ad abitare in Paese dove diventarono genitori di: Antonio, che nel 1922 sposò Agata Giovanna, figlia di Luigi Colusso; Maria Luigia (1888), divenuta moglie nel 1911 di Angelo Bacchion, nato a Istrana ma domiciliato a Biancade; Natalina (1890), che nel 1911 si congiunse a Pietro Campeottto da S. Bona di Treviso. Ciò conferma la presenza di vari nuclei contemporanei. ...

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