presentazionelibro

Il selvaggio del Lagorai

Copertina del Libro

“Sono un selvaggio. L’ho sempre saputo. Fin da ragazzo amavo più la compagnia della natura che quella umana. Scrutavo ogni cosa, conoscevo ogni pianta, ogni segno di vita era per me oggetto d’interesse. Mi piaceva da morire la campagna: era la mia vera casa. E intanto puntavo lo sguardo sul profilo delle montagne che esercitavano su di me un’irresistibile attrazione, ma che a quel tempo non potevo raggiungere. Molto dopo arrivò quel magico momento e da allora le montagne sono diventate parte della mia vita.”

Inizia così questo libro di memorie ed esperienze, che parla di natura, di ambiente da vivere e da rispettare perché noi ne siamo parte e la natura è un dono da conservare.
Nel suo raccontare, il libro alterna realtà e fantasia, sogni e visioni, non trascurando di descrivere dettagliatamente alcune escursioni dolomitiche e viaggi en plein-air. Ogni sagoma rocciosa, ogni anfratto, ogni fiore, ogni passo, ogni incontro fantastico (con il cervo Pascolino, il fiume Chiacchierino, l’orso Miele, la marmotta Timidina, l’albero Frondoso, Path l’ominide) ricorda a Nick il suo passato, proiettando riflessioni che tendono a migliorare il futuro e la vivibilità sul suo trascurato pianeta.

Puoi acquistare Il selvaggio del Lagorai su Amazon e Playstore

Compra su Amazon

Compra su Play Store

 

Leggi le recensioni

Recensione vita del popoloRecensione Famiglia Cristiana

 

Mattiazzi ("Dòrdi")

mattiazzi01Nel 1665, in località San Bernardino di Santa Cristina di Quinto di Treviso (Italy), veniva al mondo Giovanni Pietro Mattiazzi (1665-1739), forse poco istruito ma capostipite di una lunga discendenza, nato mentre in Spagna moriva Filippo IV, padre di Maria Teresa, moglie di Luigi XIV, il Re Sole. Per la Spagna si apriva un turbinoso periodo di decadenza politica. Giovanni Pietro Mattiazzi, sposato con Antonia (1674-1703), era figlio di Giacomo, nato a Torreselle (PD) e deceduto a Paese il 27 maggio 1694 alla bell’età di 86 anni. Figlio di Giacomo era anche Angelo, padre di Paolo che si sposò in prime nozze con Angela Fei da Quinto di Treviso, deceduta pochi mesi dopo il matrimonio senza dargli alcun figlio, ma risposatosi il 24 febbraio 1718 con Domenica Favotto da Porcellengo, ebbe quella discendenza che ancor oggi è conosciuta come i Mattiazzi-“Paesani” di Paese. Fei è un cognome prettamente toscano. Pietro, alcuni anni dopo la morte di Antonia (3 Agosto 1703), si risposò con Maria. Purtroppo non è stato recuperato l’atto di matrimonio perché la sua seconda moglie era probabilmente oriunda di un altro paese. Lo si apprende dal seguente atto: “26 Luglio 1719. Giacomo e Santo gemelli figli di Piero Mattiazzi e Maria jugali, nati in questa mattina circa mezzo giorno, furono battezzati da me Francesco Bella. Padrino per tutti fu Lorenzo De Lazzari”. Nel 1720 ai due coniugi arrivò Antonia, prima nata di sesso femminile alla quale fu imposto il nome della prima moglie di Gio.Pietro, nel 1722 nacque Angelo e nel 1724 un altro Giacomo. I Mattiazzi, detti Paesan, erano ben ancorati anche in Quinto di Treviso, come emerge dai registri di quella parrocchia: nel 1848 nasceva Mattiazzo detta Paesan Regina, e negli anni seguenti altre sue sorelle; il 12 giungo 1871 veniva al mondo Mattiazzi detto Paesan Paolo Antonio, dei coniugi Angelo e Luigia Loro. Mattiazzi o Mattiazzo, che in origine si scrivevano anche con una sola zeta, potrebbero derivare da Mattio o Mattia, ma l’interpretazione appare incerta. Viste le origini veneziane potrebbe significare semplicemente matto, pazzerello, per indicare una famiglia di buontemponi, allegri, fantasiosi e burloni come ce n’erano molti in occasione del Carnevale. Ipotesi questa che potrebbe valere anche per Mattarucco, oltre che per Mattarollo, Mattiuzzo e Mattiello, tutti cognomi molto longevi a Paese. Il 7 maggio 1788 veniva “licenziato dall’Ufficio del Maleficio di Treviso, per la sollecita sepoltura, il cadavere di Zuanne Mattiazzi del fu Mattio di villa di Villa, ritrovato da se stesso appiccato in propria casa e camera da letto”. Di Mattiazzi ce n’erano pure in Padernello e lo sono tuttora: il 25 luglio 1854 nasceva Giacoma Isabella di Giovanni Mattiazzo e Rosa Zandonà. A Paese (Treviso), i Mattiazzi sono soprannominati “Dòrdi”, da Zorzi storpiato dialettalmente. Nel 1874 veniva al mondo Carlotta detta Zorzi Mattiazzi, figlia di Giorgio (1824) e della sua seconda moglie Luigia Cendron da Santa Bona di Treviso, che aveva sposato il 5 maggio 1856. Abitavano al n. 155. Il motivo dell’attribuzione Zorzi rimane sconosciuto. Che i Mattiazzi lavorassero la terra di qualche possidente con questo cognome? Non è saputo. Di fatto, ancor oggi, i discendenti sono soprannominati “Dordi”, da Zorzi appunto. Alla stessa famiglia in antecedenza, nell’Ottocento, era attribuito il nomignolo di “Bozza”, anche questo senza che se ne conosca l’origine. Nel 1870 nasceva Maria Chiara detta “Bozza” Mattiazzi, sorella di Carlotta detta “Zorzi”. Ma già nel 1848 era nato Pietro Mattiazzi detto Bozza, che si sposò con la coetanea Teresa De Lazzari (“Fortuna”). Tornando alla famiglia dei “Paesani”, una testimonianza viene dall’atto del 19 febbraio 1873 che sanciva il matrimonio di “Mattiazzi mattiazzi02detto Paisan Giuseppe (1848) con Domenica Miotto (1853)”. Con lo stesso soprannome li troviamo ora anche a Postioma. E nel 1913 si sposava a Paese Mattiazzo “Paesan” Arcangelo Giacomo (1885) figlio di Francesco da Quinto, con Stella Silvia (1885) figlia di Cesare Trevigne. Nello stesso anno si promettevano fedeltà per sempre Giuseppe Mattiazzi (1890) fu Angelo da Monigo e Melania Santa Polin (1891). Giuseppe si risposava nel 1943 con Giulia Anna Meneghetti (1899) da Villanova d’Istrana. Come si può intuire il panorama dei Mattiazzi è alquanto variegato ed interessante, intuibile dagli alberi genealogici allegati. I Mattiazzi dovevano essere in consolidata relazione con i De Stievani se “Addì 15 giugno 1877 nasceva De Stievani detto Mattiazzi Giuseppe di Sebastiano di Domenico e Picchetti Giovanna da Zero Branco”, uniti in matrimonio il 29 maggio 1875 a Zero Branco. Loro figli erano anche Domenico Giuseppe (1880), Antonio (1884), e Maria (1886). Altri Mattiazzi sposandosi si erano imparentati con i Mardegan di Paese, Piccoli di Casacorba, Vettori (“Sisto”) di Postioma, Di Rai, Baseggio, Selva, Righetto e numerosi altri. Nella Villa di Villa, località di Paese, già nel 1549 c’erano Bastian e Nicolo Mattiazo, come emerge dal “Registro entrata biave dal territorio” dell’epoca, custodito in Treviso. Erano a capo di una bocca utile e due inutili il primo, di tre bocche utili e dieci inutili il secondo. Bocche inutili s’intendevano quelle al di sotto dei 16 e sopra dei 60 anni, persone non idonee alle armi…

Please publish modules in offcanvas position.

Free Joomla! templates by AgeThemes